Torino, Olimpiadi Invernali 2006: questo è il contesto in cui è ambientato l'ultima avventura di Camilla Baudino, "profia" di professione e investigatrice per hobby,indole e immancabili
coincidenze che la portano ad essere coinvolta in qualche delitto e/o faccenda simile.
Il clima che si respira a Torino è differente dal solito, e la Oggero lo descrive perfettamente, rispecchiando le sensazioni provate da noi torinesi, che abbiamo vissuto la città in quel periodo.
Da una parte vi era il continuo stress e malcontento per i continui lavori a strade e palazzi, in una città in continuo movimento, con maggiori ingorghi del traffico, deviazioni, e nuove strutture sportive che spuntavano come funghi. Dall'altra vi era un sentimento di aspettativa ed eccitazione, quando poi si è vissuto l'appuntamento olimpico, con una città viva, piena di gente nonostante il freddo,
piena di turisti e sportivi, con concerti, manifestazioni a cui tutti in qualche modo volevano partecipare, anche facendo parte delle schiere di volontari, tutti con la stessa divisa, disposti
a prendere ferie dal lavoro pur di esserci, dando gratis il proprio contributo.
Le scuole sono state chiuse qualche giorno e chi aveva la casa in montagna è partito per assistere alle gare sulla neve.
E così fanno Renzo e Livietta, rispettivamente marito e figlia di Camilla, che accettano l'invito della sorella di lui, per un soggiorno a Bardonecchia.
Camilla decide di rimanere in città, con la scusa del cane, per assaporarsi l'atmosfera della città e comunque godersi un pò
di solitudine, lontano da Renzo, con cui i rapporti non sono così idilliaci. Non c'è più comprensione, e lui è così svagato, da non essere sopportabile più di tanto. Poi c'è sempre l'ombra di Gaetano che fa capolino, il poliziotto con cui Camilla ha avuto una relazione importante, ora ad un punto morto, ma sempre pronta a rinascere. Con Renzo ormai gli scambi sono di cortesia ed affetto amicale,
ed in questo periodo Camilla non ha voglia di comunicare più di tanto, di spiegare, perchè alla fin fine non è necessario dire tutto, ma ci si può tenere per sè qualcosa..
E un giorno mentre rimugina su questi pensieri, Camilla viene salvata dall'aggressione di un tossico da Liuba, una ragazza che vive in una specie di comunità di semi-anarchici e lavora in un sexy shop.
Liuba è preoccupata per la sparizione di Quantunque, ragazzone buono, ma non troppo sveglio che vive con lei nella comune, chiamato così poichè inizia sempre le sue frasi proprio con la parola
"quantunque.." senza mai terminarle.
Nel frattempo viene ritrovato il cadavere torturato di Flora,
prostituta non più nel fiore degli anni, del cui omicidio si occupa Gaetano.
Lo sviluppo degli eventi farà si che anche Camilla venga coinvolta nelle indagini, poichè stringerà con Liuba un rapporto di amicizia e vorrà aiutarla a ritrovare Quantunque.
Gli accadimenti, anche amorosi, si susseguiranno uno dopo l'altro, ad un ritmo serrato, dando slancio alla narrazione. Ed il finale non vi deluderà.
Ci sarà spazio anche per le riflessioni sulle proprie scelte, sulla capacità di dare una svolta alla propria esistenza, e, sul bisogno di spiegarle queste decisioni. Perchè non è sempre necessario dire tutto, sia su sè stessi che sugli avvenimenti che ci coinvolgono, c'è sempre "qualcosa" che si vuole o si può "tenere per sè".
"Qualcosa da tenere per sè"
Margherita Oggero
Edizioni Mondadori
domenica 17 febbraio 2008
Qualcosa da tenere per sè - Margherita Oggero
Pubblicato da
Stefania (alias zstefy)
a
10:51 PM
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Etichette: Camilla, giallo, Margherita Oggero, olimpiadi, Torino
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