domenica 9 novembre 2008

Un'anima nera come il petrolio


Paul Thomas Anderson, regista di questa pellicola ha preso spunto per questo dalle pagine del romanzo "Oil!" di Upton Sinclair che tratteggiava la biografia a tinte forti del magnate Edward L. Doheny (1856-1935).
Il protagonista non è Doheny, ma Daniel Plainview, interpretato da Daniel Day Lewis che appunto per questa parte si è guadagnato il premio come migliore attore negli Oscar 2008.
Il Petroliere è un film ove le donne sono totalmente assenti, non vi sono storie d'amore e non c'è spazio per il romanticismo.
Daniel Plainview da cercatore d'argento diventa trivellatore di pozzi di petrolio, con un enorme successo. Tira su un'impresa familiare, come lui la definisce, fatta da sé stesso e suo figlio, quel figlio di nessuno cresciuto su da Daniel perché il vero padre muore in uno dei suoi pozzi. Un bel faccino, quello di un bambino che si rivela utile per attirare i clienti, ma che diventa un peso quando, dopo un incidente in uno dei pozzi, diventa sordo.
E' un film basato sulle forti individualità e gli acuti antagonismi, ove il sacrificio, la lotta, gli ostacoli da superare, la fatica e gli scontri feroci sono elementi caratterizzanti, onnipresenti. "There will be blood" è il titolo originale che illustra in una sola frase quello che è il messaggio portante del film: il sacrificio, la fatica, la lotta verso tutto e tutti e la completa sfiducia nel prossimo. Daniel è un profondo individualista, odia l'umanità ed uno dei motivi per cui vuole guadagnare del denaro è per fare a meno degli altri. Il pozzo nero e profondo del petrolio è lo specchio dell'anima di Daniel. La sua anima però deve scontrarsi con quella di Eli (Paul Dano) , il fervido predicatore con cui lotta strenuamente per il potere su Little Boston. In questa cittadina il petrolio trasuda dal terreno e Daniel vuole diventarne il padrone materiale, Eli quello spirituale. Le due ambizioni si trovano in un terreno di scontro, anche plateale, perché alla fine sono complementari e nello stesso tempo si intralciano l'un l'altra a causa dell'egoismo, dall'ossessione e della brama di potere dei due uomini.
E' una pellicola dei grandi contrasti individuali, magistralmente interpretata sia da Dey Lewis che da Paul Dano (che forse ricorderete nei panni del fratello maggiore di Little Miss Sunshine, l'adolescente musone). Ma c'è un però, anzi, forse più di uno. I toni sono esageratamente esasperati.
Vi è un continuo crescere di follia, di voglia di vincita, rivalsa e vendetta, che hanno, come unica ragione d'essere l'odio verso il prossimo. E pure la "Terza Rivelazione", che è la religione predicata da Eli, ha un qualcosa di settaristico, con i frequenti rituali superstiziosi e simil-esorcismi. E' una religione che non unisce, ma impaurisce. Il prezzo del "farsi da sé", del "fare fortuna" che è uno dei classici miti dell'esistenza americana, ha un prezzo: l'aridità dell'anima, lo sgretolamento dei valori.
Tutto questo è però, oltre ad essere troppo esasperato, troppo sottolineato nel film, anche dilatato per un tempo eccessivo. La lunghezza del film è quasi da mattone. E la storia non è accattivante e non approfondisce e non dà una motivazione della misantropia di Plainview.
In realtà mi aspettavo un film più "storico" sui cercatori di petrolio, non la centralità di una figura così negativa. Plainview poteva essere un magnate della finanza e la pellicola si sarebbe adattata lo stesso. O forse non ho apprezzato perché il petrolio, l'oro nero, non fa parte della nostra storia e per questo non lo sentiamo nostro. Lo importiamo e lo consumiamo, punto e basta.
E' una pellicola che lascia perplessi, un po' delusi e con nessun punto interrogativo.
Due stelle al massimo come votazione per l'interpretazione degli attori, sicuramente degne di nota.

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