lunedì 7 gennaio 2008

La donna della domenica - Fruttero e Lucentini


"Il martedì di giugno in cui fu assassinato, l'architetto Garrone guardò l'ora molte volte. Aveva cominciato aprendo gli occhi nell'oscurità fonda della sua camera, dove la finestra ben tappata non lasciava filtrare il minimo raggio. Mentra la sua mano maldestra per l'impazienza, risaliva lungo le anse del cordoncino cercando l'interruttore, l'architetto era stato preso dalla paura irragionevole che fosse tardissimo, che l'ora della telefonata fosse già passata."

Così inizia quello che è considerato il capostipite del giallo italiano, il primo e popolarissimo giallo di Fruttero e Lucentini.
Gia' l'incipit di questo romanzo, per chi, come me, ama il genere, si presenta interessante.
Chi è questo architetto Garrone? Si sa subito che sarà la vittima, e andando avanti con la lettura, si scoprirà che verrà assassinato nel suo studio con un mortale colpo sferrato con un grosso fallo di marmo.
Ma l'architetto non è, come si può immaginare di primo acchito, una persona facoltosa. Anzi, è quello che comunemente viene considerato un parassita: vive alle spalle della sorella, cerca di intrufolarsi nella buona società e molto probabilmente muore per aver ricattato qualcuno.
Appena viene trovato il morto, il commissario Santamaria è incaricato delle indagini, poichè a casa di una donna della borghesia bene viene trovata dalla servitù una lettera dove la padrona di casa manifesta ad un amico l'intenzione di "far fuori" il Garrone. Santamaria è conosciuto per la sua diplomazia e per sapersi muovere cautamente in quell'ambiente e il suo capo non ci pensa due minuti ad affidargli quello spinoso incarico.
Anna Carla, l'autrice della lettera, è moglie di un industriale. Massimo Campi, il destinatario, è figlio di miliardari. E la diplomazia richiesta aumenta ancora di più quando si scopre che il Campi è omosessuale, legato a Lello Riviera, un impiegato comunale che si improvvisa investigatore, rimettendoci la vita, per fare
indagini legate al mondo degli appalti e progetti pubblici.
Della trama non intendo rivelare di più: i colpi di scena ci saranno, eccome, e la "donna della domenica" saprete chi è solo alla fine.

Il romanzo è ambientato a Torino, e per me che sono di quella zona, leggerlo è stato come essere a casa propria, anche se è stato pubblicato nel 1972, l'anno della mia nascita. Bellissime e veritiere, anche se ormai un pò lontane nel tempo, sono le descrizioni dei quartieri della città, del Balòn (mercato delle pulci), della collina e delle continue opere pubbliche. E' una città in trasformazione, soprattutto per l'ondata di immigrazione dal sud al nord. Ed ironia della sorte, Santamaria è siciliano e deve mettere il naso negli affari della borghesia torinese di nascita.
E in una città che sembra piatta e noiosa ma, vizi, velleità, intrecci,
tradimenti, pettegolezzi ed intrighi si annodano e la protagonista diventa quasi quasi proprio Torino e la sua borghesia snob. Snob verso i cambiamenti, ma nello stesso tempo ironica ed alla fin fine capace di accettarli, seppur con difficoltà e diffidenza iniziali.
E se anche si sa che il romanzo è ormai stato scritto anni fa, per certi versi è un pò attuale, perchè descrive situazioni, tra l'altro con pungente ironia, che alcune volte procurano vero divertimento nel lettore, che potrebbero verificarsi anche oggi. Un esempio è una scena della macchina in doppia fila. Lello, strepita
perchè rimane bloccato, e pensa subito: "è la macchina di un terrone". Ed invece no: un tizio con un tipico accento piemontese, corre trafelato a liberare il posto, dicendo "scusi nè".. Forse ora la stessa cosa ora capiterebbe con gli extracomunitari..
E il romanzo è così, con sottile e delicato sarcasmo, si criticano e mettono in luce modi di pensare, convinzioni sbagliate e radicate nella società.

Non è solo un noir, è un romanzo completo, di cui vi consiglio vivamente la lettura.

11 commenti:

Laura ha detto...

Ottimo consiglio, da prendere al volo. A me shvoong non ha mandato i complimenti, perchè????? Crudeli! Beh, comunque complimenti! Ciao e buona serata (ops, notte).

sauvage27 ha detto...

cIAO sTEFY... HO LETTO QUESTO LIBRO...E MI è PIACIUTO... , ...MANDI MANDI ...LORIS....

Gemella Monella ha detto...

non l'ho letto ma ne ho sentito parlare, e bene. ciaooooooooooooooo

Raggio di sole ha detto...

Un passaggio per un salutino...ciaooo

Mario Scafidi ha detto...

non sono riuscito a leggerlo fino alla fine!
ne hanno tratto un film negli anni settanta, con jaqueline bisset e...se non sbaglio marcello mastroianni.

giadatea ha detto...

io il tempo di leggere purtroppo è da un po' che non ce l'ho, c'è stato un periodo che riuscivo a leggere un libro al giorno, tempi lontani, ora se ne leggo uno al mese ... che vergogna

Daniele ha detto...

ciao, ti ho nominato in un meme:

http://uomomedio.blogspot.com/2008/01/sono-stato-nominato-meme.html

mauro ha detto...

ciao ^__^

Melina2811 ha detto...

NOn sono una grande lettrice, anzi il contrario. Mia figlia invece ha divorato 11 libri in un mese e mezzo.

Ondamagis ha detto...

Stefy, che fine hai fatto? E' da tanto che non aggiorni più il tuo blog e ti fai un giretto. Ciao ti aspetto. Un bacione, Lena

Anonimo ha detto...

ciao sono cristina,mi sono trovata nel tuo blog per caso.Sto leggendo "la donna della domenica" e mi mancano gli ultimi capitoli...hai fatto un'ottima recensione e fortunatamente non hai svelato nulla di compromettente!!!!spero di non rimanere delusa!!ciao dalla terrona,ne!!